
Di recente qualcuno mi ha nominato Anna Magnani. Non ricordo a che proposito, ma c’era una velata critica per l’esuberanza caratteriale, cosa che a me invece piaceva.
Ho sempre pensato anche io che Anna Magnani fosse una forza della natura. Impavida, decisa, sicura, aggressiva e anche un po’ sfacciata. Sia chiaro, non davo al senso di questi aggettivi connotati negativi (così come la mia interlocutrice), semplicemente li trovavo in quella sua fierezza, nella risata, nello sguardo a volte duro altre ironico.
Ma quando ho letto “Anna Magnani. Racconto d’attrice” di Chiara Ricci – Graphe.it edizioni – mi si è aperto un mondo in cui ho trovato la donna, quella fatta anche di mutilazioni, insicurezze, di muri difensivi e di fragilità tramutate in energia. La sua indipendenza, il coraggio di essere se stessa, di portare una corazza o di spogliarsi dell’armatura a seconda di ciò che l’istinto o i sentimenti le suggerivano.
Conoscevo, come tanti, la sua carriera d’attrice, il suo lavoro con grandi registi o attori di fama come lei, ma non i giochi del destino che la vedono coinvolta, non retroscena di famosi film non i tanti aneddoti né i suoi punti di vista legati al vivere quotidiano ma anche al lavoro (“No, non riuscirei mai a recitare alla televisione. Mi sentirei tutta legata, costretta, impedita. Non sarei io. Sarebbe come scrivere a macchina una lettera d’amore: cioè una cosa per me impossibile, anche maleducata“). Niente dei suoi profondi legami d’amicizia, non il suo affrontare l’amore con spirito di valanga da cui farsi travolgere e con cui travolgere l’altro, seppur non credendo nel grande amore. Niente della sua generosità, dei suoi errori privi della più piccola cattiva azione. Niente di ciò che la spingeva ad accettare una parte oppure a rifiutarla…
“È fondamentale, secondo me, sentirsi vivi anche quando si recita: sentirsi vivi è il più grande dono che abbiamo ricevuto in questa nostra passeggiata terrena e tale non mi sentirei se il personaggio che mi viene proposto fosse falso o soltanto convenzionale“, diceva.
Ora lo so.
Ora so tante cose su questo affascinante personaggio e sulla donna che cela, sull’attrice e sulla persona. Il lavoro di Chiara Ricci è strabiliante, certosino, preciso, profondo. Ne sono rimasta colpita per varie ragioni che non sto a spiegare, resta il fatto che si tratta di un lavoro unico nel suo genere, impregnato di sincerità, rispetto. Un lavoro che onora e celebra.
Oggi, avevo voglia di raccontarvelo, invitandovi a leggere il frutto di tanta ricerca e passione ma – soprattutto – di una storia d’amore tra l’autrice e l’attrice. Perché si sente, quanto Chiara abbia amato l’indimenticabile Anna Magnani. E grazie a ciò, la amiamo con più cognizione di causa anche noi.


