Ieri, 18 agosto, Canale 40, emittente di Carbonia e del Sulcis, mi ha intervistata in merito al libro Il pane carasau. Storia e ricette di un’antica tradizione isolana in uscita per la Graphe.it edizioni. Ecco il video.
Un lunedì senza ombrello
“Oltre i vetri del mio appartamento, adesso Roma è un tramonto inaccettabile, un bacio rubato per la via, un gabbiano che plana e una cascata d’edera infreddolita. È un cane randagio che strattona il sacchetto della spazzatura abbandonato e mal sigillato, è un clacson che importuna, un futuro giunto troppo in fretta tra i ruderi del passato.
Quando inizia, il futuro? Con quali segnali ti avverte del suo arrivo?
C’è un fiocco rosa, nel portone di fronte all’ufficio. Un grande, pomposo fiocco rosa fuori moda, fatto di pizzi e merletti, così come si confà ad una femminuccia. Perché annunciare al mondo una notizia privata? Perché deve essere condivisa tra vicini e sconosciuti, bottegai e postini? Perché dovrebbe rappresentare un lieto evento anche per me che passo là davanti ogni mattina, contrariata dal traffico o dalla sveglia che suona sempre troppo presto?
Questa domenica si sta rivelando interminabile.
Non ti voglio. Ecco, l’ho detto, e stavolta ancor più chiaramente. Mi hai sentito? Non ti voglio. Non voglio una caricatura di Federico in giro per casa. Non voglio preoccuparmi delle tue necessità fisiologiche, non voglio essere svegliata dai tuoi pianti capricciosi, non voglio darti il mio seno o la mia vita, il mio tempo o i miei pensieri. Se tu fossi un maschio, ne morirei. Se tu fossi una femmina vedrei in te la mia persona mescolata a tuo padre, come un patchwork grottesco e umiliante, costantemente sotto i miei occhi. Sei il suo orgasmo dentro di me. Questo è un per sempre che non posso tollerare, che non sono in grado di sopportare.”
(Dal mio nuovo ebook Un lunedì senza ombrello, Graphe.it edizioni – qui una mia intervista in merito)
Colei che finisce
Quanti sì e quanti no si fronteggiano, in tema eutanasia… Quante opinioni che reputo fuori luogo perché esternate da chi forse dovrebbe tacere almeno una volta, e quanti controsensi…
Nel lontano 2008, pubblicai il mio punto di vista sulle pagine di Graphomania, in un post dal titolo La sacralità della scelta , articolo di vecchia data che rappresenta tuttavia ancora oggi ciò che penso.
Arrivo da un’isola antica, nella quale l’eutanasia era praticata in tempi in cui – soluzioni di questo genere – altrove non erano neppure ipotizzate. S’Accabadora (dallo spagnolo “acabar”), ovvero colei che finisce, era una donna in genere anziana poiché sono gli anziani a possedere doti di giustizia e saggezza, la quale in un gesto pietoso poneva fine alle sofferenze di malati in agonia. La richiesta poteva giungere a lei dallo stesso infermo o dai suoi cari, ma non veniva retribuita poiché ciò sarebbe stato considerato sacrilego: si trattava di un gesto d’altruismo, di grande umanità, per il quale non potevano essere previsti compensi o guadagni, e questa figura femminile era degna del massimo rispetto, stimata da tutta la comunità. Sebbene antropologi (non sardi) continuino a sostenere che tutto ciò non sia mai avvenuto e che S’Accabadora non sia mai esistita, non è ciò che sostengono le testimonianze che ci giungono da diverse località della Sardegna, in particolar modo dall’entroterra. Per chi vuole saperne di più, vi sono saggi molto interessanti sull’argomento, io stessa ho citato questo fenomeno nel mio libro di prossima pubblicazione Il pane carasau, storia e ricette di un’antica tradizione isolana, Graphe.it, settembre 2014, grazie alla testimonianza raccolta dalla coautrice del libro Antonella Serrenti.
Ed è proprio di questi giorni la notizia dell’inizio delle riprese del film “L’Accabadora”, del regista sardo Enrico Pau, la cui sceneggiatura non è tratta dal libro di Michela Murgia “S’Accabadora”, così come lo stesso regista precisa nelle sue interviste. Si tratta di una storia totalmente differente, il cui titolo era stato depositato dal regista prima ancora che il romanzo vincitore del premio Campiello 2009 fosse pubblicato.
Oggi vi saluto con i bellissimi versi di Natale P. Fioretto, il quale ci mostra con grande e amara poesia l’ingrato compito dell’ultima madre…
“D’un ultimo abbraccio
Saranno vinte le mura
Del mio fragile vivere.
Estrema libagione
Fra i tuoi sensi funesti.”
La magia delle parole

Quante piccole magie si nascondono, dietro le parole… Incontri, scoperte, condivisioni, scambi, nuove conoscenze e ancora parole. Alessia, che scrive dei versi bellissimi, si stupisce del fatto che io ne abbia condiviso alcuni sul mio blog, perché è più facile incontrare critiche e giudizi o usare parole altrui senza citare la fonte rispettandone l’appartenenza. “Mi ha rallegrato la giornata – scrive Alessia – l’aver capito che c’è chi, prima di essere scrittore, ama le parole, e non gli importa che provengano da chi è conosciuto oppure meno noto.”
Chi ama la scrittura, chi la vive come parte integrante di se stesso e non come cibo per l’ego, ama anche chi regala parole, chi esprime la propria interiorità attraverso di esse. E per fare ciò, per esser capaci di raccontarsi o raccontare, non occorre essere nomi noti, andare in tv o scrivere best seller che occupano le vetrine delle librerie: passione autentica, sensibilità, coraggio di esprimere ciò che nasce e cresce dentro. Questo ho trovato nei versi di Alessia Auriemma, anima profonda incontrata in rete per una di quelle piccole grandi coincidenze quotidiane che ci meravigliano sempre.
Un autrice che ama le panchine solitarie, persona reale che si avvicina come per magia all’irreale protagonista del mio romanzo “Adele”, fondendo le due dimensioni fino a creare un mondo fatto solo di parole, che tutto possono e tutto fanno.
“Basta sedersi sulla panchina e attendere. Si ferma sempre qualcuno alla mia panchina, magari un vicino di casa incuriosito dall’anziana signora che sorride al cane, benevola. A volte non è neppure un vicino, né qualcuno che porta a spasso il cane, ma qualche anima solitaria in vena di chiacchiere, o un’anonima ragazza in lacrime per il suo perduto amore. Io sto qui, sulla panchina, e senza alcun ferro per l’uncinetto osservo, ascolto. La realtà è anche meglio dei libri.”
Dal mio “Adele” – Graphe.it Edizioni.
Un lunedì senza ombrello
Non sono senz’anima, gli oggetti. Ci parlano, ci deridono, ci amano o ci scrutano; facile, per loro, modificare il nostro stato d’animo soltanto esistendo. Non ci credete? Ebbene, provate a ricordare quel piccolo animaletto di vetro che un lui del passato vi ha regalato… Sì, quello stesso lui che promise di farvi felici e invece vi mutilò l’anima. E che dire di quella lei che per voi fece una bellissima dedica in un libro? Adesso, soltanto a pensare di sfogliarlo, di quel libro strappereste ogni pagina! Oppure, provate a immaginare di frugare in una scatola di vecchie foto, e di trovarci dentro la foto di gruppo di un tempo andato, un gruppo sciolto da chissà quante vite e che mai avete smesso di rimpiangere. Nostalgia, malinconia, qualcosa di lasciato in sospeso, parole non dette, azioni non compiute… E ancora, quanto dolore frammisto a tenerezza può darvi rivedere un oggetto tanto caro a vostro padre, se vostro padre non c’è più? Quel senso di vuoto che si rinnova, il desiderio di un abbraccio…
Sì, parlano gli oggetti, e non sempre ci dicono parole gentili. La protagonista del mio nuovo eBook, pubblicato oggi 16 luglio, focalizza la sua attenzione sull’assenza di un ombrello: se lo è portato via un uomo tanto amato, assieme a tutti i suoi effetti personali, e quello spazio vuoto che ha lasciato sul corridoio di casa, quantifica ogni giorno l’entità del danno subito, del dolore tramutatosi in rabbia. Ma, così come accade nella vita, bisognerà trovare un modo costruttivo per incanalare l’odio nascente e sentirsi liberati dall’assenza dell’ombrello e del suo proprietario, magari facendo progetti importanti, o mettendo insieme tanti buoni propositi, cosa che puntualmente si rimanda al lunedì successivo, giorno di cambiamenti.
Un lunedì senza ombrello, è il mio nuovo eBook che oggi ha inaugurato la collana ePink della Graphe.it Edizioni, una collana tutta al femminile che spero apprezzerete; se vorrete leggerlo potrete acquistarlo nelle varie librerie on line che si occupano di ebook, oppure qui per ordinarlo direttamente alla casa editrice e portarvelo al mare per un po’ di relax. Sono certa che farete il tifo per la protagonista e per le sue… fantasie segrete!