Susanna Trossero

scrittrice

Il rispetto per ogni storia raccontata

Il 22 gennaio è sempre più vicino, il mio libro in uscita sta ricevendo consensi ancor prima di esistere fisicamente e ciò mi riempie di orgoglio e gioia in egual misura.

Ringrazio Aise – Agenzia internazionale stampa estero – per il bellissimo articolo (qui se volete leggerlo); Harper’s Bazaar per avermi incluso nella sua lista di libri da non perdere, leggete qui se siete curiosi ; SicilyMag.it che mi cita tra i suoi consigli di lettura rivolti a chi non sa fare a meno di leggere. E ringrazio di cuore anche il sito Solomente, che mi ha regalato un grande spazio in cui si racconta di me, del mio percorso letterario, delle mie passioni. Ecco l’articolo, se volete conoscermi anche voi e scoprire nel dettaglio la strada percorsa fino a qui.

Insomma, è davvero un momento felice. Ma anche il momento di presentarvi altre tre testimoni del mio “Il Male d’amore” – Graphe.it: la giovanissima Luna, che ci rende partecipi di una illusione crollata insieme a piccole grandi certezze… «Ma la verità e che ho appena buttato lo spazzolino di quello che pensavo essere l’Amore finalmente ritrovato!» E Isa, la testimone più matura, la quale ci invita a non dimenticare che il sogno va inseguito sempre, nonostante si possano incontrare persone che lo calpestano: «Se mi devo attribuire una colpa, è quella di averti amato come la mia indole sognante e la mia generosità mi hanno suggerito».

Concludo con Klara, una donna che vi presenterà senza censure la sua storia e le sue debolezze o ingenuità: «Avessi avuto più esperienza avrei capito che ciò che gli mancava era la vendetta sul tempo, quello che non sarebbe più tornato, che voleva riavere indietro per torturarlo».

Quando e se leggerete questo libro, vi prego di farlo con solidarietà, sospendendo il giudizio e provando ad abbracciare ogni singola storia perché la sincerità, il desiderio di esternare un vissuto doloroso, sono sempre degni di rispetto e hanno qualcosa da insegnare.

Alla prossima!

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Le emozioni non sono mai troppe

Mi avete data per scomparsa? Eccomi a voi, mi siete mancati! In pochi giorni dopo l’ultimo post tante cose sono successe: una forma influenzale pesantissima e di lunga durata, per esempio, che mi ha fatto trascorrere le feste in quarantena!

Ma ci sono anche buone notizie a cancellare l’inattività forzata e sono queste che voglio condividere con voi. Per esempio, il 18 terrò un seminario on line sui benefici che la scrittura è in grado di regalare alla nostra mente, e dal 22 partirà il mio corso di scrittura narrativa: 30 ore di condivisioni, esperimenti, profondità e leggerezza di cui vi racconterò. Tutto questo sarà possibile grazie all’Associazione Edea – Educazione e benessere – che mi ha accolta nella sua squadra vincente.

E poi… sto per ricevere copie del mio libro in uscita, Il male d’amore – Graphe.it , dunque sto per averlo tra le mani, sfogliarlo, annusarlo così come piace a me, e sarà come sempre una grande emozione: è la mia undicesima pubblicazione ma – credetemi – non ci si abitua mai, e di questo sono felice perché le belle emozioni sono preziose. A proposito del libro, prosegue la pubblicazione su fb delle frasi più significative legate alle testimonianze che contiene, e continuerò a condividerle con voi, come nei post precedenti.

Infatti adesso vi presento Marco, che si domanda: «Continuare a donare amore incondizionatamente, può in qualche modo mutare le carte in tavola provocando altro amore?» Voi che ne pensate?

E Giulio, che ci dimostra quanto – colpiti dal mal d’amore – possiamo trovare conforto nell’amicizia: «Ma poi ho avuto intorno chi ha diviso il mio dolore in diversi piccoli pezzi e se n’è fatto carico».

L’anno è cominciato bene, e proseguirà ancora meglio: sono alle prese con il calendario di presentazioni che con la Graphe.it stiamo organizzando e grazie al quale ho conosciuto una libraia mia conterranea che… No, questa è un’altra storia, ve la racconterò la prossima volta!

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Per Natale regalate abbracci

«Ci sarà tempo per pentirsi, dici a te stesso, perché sotto sotto lo sai che ti pentirai, ma non ti interessa. È addirittura bello, soccombere».

Pentirsi o andare avanti pronti a pagare il prezzo che verrà? Meglio un pentimento che un rimpianto, forse. Lo dice Enea, altro testimone del mio “Il male d’amore” che in realtà è di tutti voi: di chi si è offerto di partecipare mettendosi a nudo, di chi lo leggerà, di chi si sentirà meno solo incontrando riflessioni d’altri che forse gli appartengono, e di chi proverà empatia pur vivendo una bellissima storia d’amore.

Natale è oramai alle porte, e se è vero che non è mai un giorno di festa a cambiare le cose, è anche vero che il 25 dicembre regala l’occasione di riunirsi per passare un po’ di tempo insieme ai nostri cari, tempo che a volte ci sembra impossibile da ritagliare per via del lavoro, delle distanze, delle incombenze, di stanchezza e chissà che altro. Mi piace pensare che in questo giorno particolare, sia data la possibilità a chi si sente solo di provare il calore di un abbraccio, e spero non ne sarete avari perché gli abbracci non costano nulla eppure fanno tanto bene (e dovremmo averne una scorta da dare e da ricevere tutto l’anno!).

Oggi io voglio abbracciare Alma, che sogna di vedere le lacrime trasformarsi in nebbia e che ha tantissima positività dentro, nonostante tutto. Perché, a volte, “La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti” (Soren Kierkegaard).

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La crudele risacca

«Ci siamo travolte l’un l’altra e tutto era troppo: troppo forte il senso di appartenenza, troppo grande la paura di perderla».

Così racconta Antonella, 54 anni, un amore tormentato alle spalle, una vita pacata all’attivo eppure… Lo spettro del lunedì incombe ancora, e ancora le incute timore.

Il passato, lo dice il nome stesso, è passato: ovvero qualcosa che ci riguardava un tempo, che ricordiamo – in bene o in male – ma che non è qui, non è oggi. Eppure, dalle testimonianze raccolte per il mio “Il male d’amore”, si evince che il passato ha spesso una tale forza da aggrapparsi al presente non lasciandolo libero di trascorrere serenamente.

Il passato non è mai da considerarsi errore, neppure quando composto di quelli che definiamo errori noi per primi: di valutazione, di scelta, e così via. Non è un vero errore invece, se pensiamo che ci ha forgiati tutti perché tutti siamo il prodotto di ciò che abbiamo vissuto, di chi abbiamo incontrato, delle delusioni o degli affetti consolidati, di mancanze e presenze. Il passato insomma come fonte preziosa di insegnamento, non tanto per renderci capaci di conoscere ciò che vogliamo (siamo esseri in continua evoluzione) bensì perché possa esserci più chiaro ciò che invece non vogliamo.

Antonella – lo leggerete anche voi a gennaio – ci spiega le ragioni della fine del suo amore, i perché e i come o quando, ma sebbene viva pienamente nel presente, il pensiero molesto la mantiene guardinga.

Di promesse impossibili da mantenere, è composta la sua storia… Ma, cos’è in fondo una promessa?

Una verità momentanea dettata da congiunture favorevoli, che raggira la stessa bocca che la pronuncia circuendo chi l’ascolta. La promessa non è pegno né impegno, ma speranza che rema contro ogni coerenza in un mare di possibilità. Corroborante, ti rimette in salute; accomodante ti ripaga. Rammenda. Ricompone. Medica e riassesta. E continua, il mondo, a scrivere nomi sulla riva impreparato ad assolvere la risacca che, imperterrita, scompone, deforma o trasforma.

Per te, Antonella.

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Rifiutare se stessi o sorridere alla vita?

Via via che passano i giorni, continuiamo – la Graphe.it ed io – a presentarvi i testimoni del mio “Il male d’amore”, in uscita il prossimo gennaio.

Damiano, 62 anni, per esempio è colui che teme di dover pagare un alto prezzo alla fortuna avuta nella vita: «A chi gli è sfuggito o gli ha resistito in giovinezza, forse il mal d’amore – lungi dal non esistere – si manifesta in età avanzata».

L’ironia, nel suo pezzo, non manca e alleggerisce il tema trattato, eppure la profondità affiora tra le righe che avrete modo di leggere: soffrire per amore, qualunque sia la ragione che ci porta a provare un simile patimento, fa paura a tutti!

Rileggendo una delle mie pubblicazioni del passato, in questo caso “E tra le mura il cuore…”, del 2010 e sempre Graphe.it, sono incappata in alcune mie parole:

“Tappeto di foglie mielate, accomuna selciati di provincia avvolgendomi come malinconiche sciarpe da cui, con rovinoso masochismo, mi faccio strangolare. L’autunno, è autunno ovunque. “

Ecco, forse è l’autunno a rappresentare meglio un amore finito: i colori, la struggente malinconia delle giornate che si accorciano, la nostalgia di ciò che era e che finisce ai piedi degli alberi, sotto le scarpe della gente…

Una chiacchierata con Damiano, sul tema delle storie finite, mi fece comprendere il suo punto di vista proprio sul “rovinoso masochismo” di cui sopra ed è forse vero che a volte crogiolarsi nel dolore ci aiuta a non dimenticare qualcuno che non vogliamo lasciare andare, a discapito del nostro benessere.

Questo mio libro, ha dato vita a tante riflessioni – mie e d’altri – veramente interessanti. Per esempio, ascoltare Andrea di 41 anni, il quale nella sua testimonianza scrive che «Se aveva smesso di amarmi, qualcosa di sbagliato in me c’era. Dall’essere rifiutato a rifiutare se stessi, il passo è fin troppo breve», ricorda quanto sia facile cadere vittima di questo equivoco. L’inadeguatezza, la ferita dei non amati, alimenta la concreta possibilità di permettere che gli altri ci schiaccino. In qualche modo, mettiamo loro in mano un’arma carica…

Sono davvero così difficili, i rapporti di coppia? O forse siamo noi che insicuri e vulnerabili, non cerchiamo un valore aggiunto alla nostra vita bensì il soddisfacimento di un bisogno, il superamento della paura di star soli, o la rassicurazione che esistiamo, ma solo negli occhi di chi ci guarda con amore.

Un lavoro interessante, che spero porterà a nuovi spunti di riflessione e condivisioni profonde: queste sono le cose più belle che ho ricevuto dalla pubblicazione di ogni mio libro, e che attraverso email, incontri agli eventi, nuove conoscenze, mi hanno sempre arricchita alimentando la mia voglia di continuare a scrivere. E di questo, mai finirò di ringraziarvi!

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