Susanna Trossero

scrittrice

ArgoDiario, pagina 12

Martedì 25 aprile: con il mio ArgoDiario, racconti/riflessioni di una rassegna isolana importante oramai anche oltre mare, siamo arrivati al quarto e ultimo giorno della Fiera del Libro di Iglesias. Giorno che coincide con l’anniversario della Liberazione d’Italia, una data simbolica che anche su Piazza Pichi è stata omaggiata.

Mentre ci si preparava alla colazione d’autore infatti, ecco la banda cittadina che ci coinvolge in un clima da bandiere fiere; nel loro tricolore già sventolavano di primo mattino sulle vie del centro storico, affacciandosi per le strade o dai balconi, simbolo della resistenza e della lotta partigiana.

Dopo il momento avvolgente e profondo, è il poesta cagliaritano Mauro Liggi a offrire la sua versione di profondità con i versi contenuti nel suo “Segnali di fumo” – Altromondo Edizioni.

Essere gentili, con sé stessi, affidarsi inermi, senza paracadute alla vita.
Rischiare di cadere. Che poi magari inizi a volare”
è un invito a vivere, a vivere davvero, perché la forza di essere deboli possa renderci consapevoli e non impauriti.

E mentre più tardi al Teatro Electra la Fidapa di Iglesias intona l’inno di Mameli “Fratelli d’Italia” con la mano sul cuore prima di parlare al pubblico di comunicazione tra genitori e figli, alla Sala Remo Branca l’incontro è sul Progetto Cepell, “Educare alla lettura”, a cura di Nadia Paddeu, operatrice culturale esperta in gruppi di lettura, gentile e preparatissima oratrice che val la pena di ascoltare.

Durante la mattinata – così ricca e indimenticabile – scopro per la prima volta un piccolo e verde paradiso in cui accadono magie inaspettate: si tratta del giardinetto di via Manno, protetto da un cancello e così nascosto da essere ancor più suggestivo. Racchiude grazie all’ArgoCircolo Letterario un vero tesoro: dapprima lo scrittore Matteo Porru, classe 2001, inserito da D di Repubblica fra i 25 under 25 più promettenti al mondo, parla di sé a cuore aperto mescolando sue fragilità alle storie dei suoi personaggi e regalandosi con onestà al pubblico ristretto dei soci. Più tardi, lo stesso pubblico offre altrettanta parte di sé leggendo poesie che suscitano emozioni e coinvolgimento, come quelle di Gisella Blanco che fanno parte di Cuori a Kabul, raccolta edita dalla Graphe.it. (per conoscerla, vi invito a visitare il suo www.gisellablanco.com). Non poteva non declamarle la nostra  Antonella Serrenti, la quale ci fa notare la vicinanza con questi contenuti importanti grazie al suo “Una giornata dall’aria antica” – Graphe.it. L’Afghanistan non è un paese così lontano, e là tra i profumi primaverili di un giardino incantato, mentre qualche lacrima non riesce ad essere trattenuta, Antonella e Gisella rendono il momento indimenticabile.

Il pranzo alleggerisce i cuori, ma in quello spazio recettivo di ognuno di noi, si riversano anche oggi tante parole e non importa che si tratti di prosa o poesia: le parole sono bagaglio, distruggono o creano, ci cambiano o ci annientano. Oggi, così come nei tre giorni precedenti, ci offrono grandi doni da custodire nel tempo.

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Il viaggio di una canzone

Ciao a tutti! Il 9 giugno scorso, vi ho invitati su questo blog a sostenere un’iniziativa semplicemente cercando su You Tube il videoclip “Gli amici che amo tanto”. Si tratta di un progetto musicale ideato da Fabio Mazza, il quale è compositore e paroliere della canzone che ascolterete e che ha come scopo la sensibilizzazione su un tema/piaga del nostro paese: l’abbandono e il maltrattamento degli animali.

Da quel momento, le visualizzazioni continuano a salire e ne siamo davvero felici, per proseguire in questo meraviglioso atto solidale con l’iniziativa, vi basterà condividere o visualizzare il video clip su you tube, magari aggiungendo il vostro “mi piace” e iscrivendovi al canale, o potrete cliccare qui per ascoltare la canzone.

Vi scrivo per condividere con voi l’articolo che proprio oggi Il Messaggero ha dedicato a questa iniziativa, nonché gli articoli della gentilissima Sara Piccolella , uno qui su Paese Italia Press e l’altro su La Freccia Web

Fino a questo momento, le vostre visualizzazioni sul video di you tube sono arrivate a 539: siete sorprendenti e fantastici! Qualcuno mi ha detto che anche un solo abbandono in meno o una adozione in più fanno la differenza e rappresentano una vittoria. Ebbene, io sogno anche solo una singola vittoria come questa!

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Argodiario, pagina 11

Lunedì 24 aprile non termina con i coinvolgenti eventi che vi ho raccontato nella scorsa puntata: altre suggestioni ci aspettavano, come l’interessante intervento del geopolitico, scrittore, giornalista e “africanista” Matteo Giusti alla Sala Remo Branca. Giusti ha maturato una grande conoscenza del continente africano; lo ha visitato più e più volte, ha interagito con le sue popolazioni, e ciò gli ha permesso di analizzarne gli aspetti che lo caratterizzano ma anche ciò che attorno all’Africa accade. Da qui il suo incontro “La Mappa dell’Africa”, in collaborazione dell’Associazione Elda Mazzocchi Scarzella.

Anche l’incontro che raccontava di sinergie legate al mondo della cultura e alle realtà delle biblioteche, a cui hanno preso parte le responsabili delle Biblioteche Civiche Torinesi, è stato un momento di arricchimento: conoscere realtà distinte rispetto a quelle isolane, condividere differenti esperienze per far crescere e ampliare le proprie, è fondamentale per migliorare le cose.

Alle 17, su Piazza Pichi, abbiamo ascoltato Fabio Stassi, autore che io avevo definito “cantastorie” per la sua capacità indiscutibile di narrare non solo attraverso la scrittura ma anche nel semplice dialogare con le persone. Tutto con lui diventa storia, stare ad ascoltarlo è avvolgente. Così è stato anche per il suo “Notturno Francese” (Sellerio) che vi invito a leggere, e se volete conoscere le mie motivazioni date un’occhiata a questa recensione

La terza giornata della Fiera del Libro di Iglesias si conclude con l’attesa Lectio Magistralis “Mappe” di Dario Fabbri, uno dei principali analisti geopolitici italiani. La sua passione, professionalità, attenzione a ciò che accade nel mondo, sfociano in analisi lucide e dettagliate che ci aprono a una vera conoscenza della situazione attuale, ed è interessante interagire con lui, sempre pronto ad offrirsi al pubblico e a rispondere alle domande.

Cominciano le partenze, gli ospiti passano sulla piazza con i loro trolley, ci sono gli abbracci e i sorrisi e gli arrivederci… Lino Fioretto non sa che ha messo in moto la mia creatività dando vita a un racconto che lo vede protagonista, ma questa è un’altra storia e fa parte dell’Effetto Fiera, una strana conseguenza che colpisce e colpirà tutti i partecipanti.

Il sole tramonta su Iglesias, ricordandoci che tra noi e l’ultima giornata della Fiera c’è soltanto una notte. Una notte in cui riordinare tutto ciò che in queste giornate ci ha arricchiti, e per far spazio a ciò che accadrà domani.

Domani… Già, domani è sempre troppo vicino quando l’oggi è talmente ricco che vorremmo non finisse mai.

“Ma poi c’è sempre la notte. Anche il giorno c’è. Ma la notte c’è di più. Il giorno separa le cose con la luce e le parole, la notte le unisce nel silenzio”.
(Fabrizio Caramagna)

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Quando si è felici, è il momento di ringraziare

Ciao a tutti voi che mi seguite, eccomi qui mentre la domenica se ne va.

Oggi il mio post è un grazie. Un grazie per la serata di ieri alla Casa Teatro di via della Lungara 44 a Trastevere (Roma), dove la carissima attrice Chiara Pavoni – ottima padrona di casa – ci ha ospitati per un evento emozionante.

Un grazie all’amico Alosha, danzastorie siciliano Premio Unesco come messaggero di pace, per aver abbracciato una storia che mi appartiene non solo come autrice ma anche nel profondo: Tutti gli Alfredo del mondo, contenuta nell’antologia Un altro Natale, Graphe.it. Lo ringrazio per aver regalato al protagonista del racconto voce e movimento, commuovendo il pubblico così come lui sa far bene.

Un grazie al pubblico così affettuoso e agli amici ritrovati con piacere indescrivibile, al calore che tutti hanno dimostrato, allo strascico dato da mail o messaggi del mattino dopo.

E ancora un grazie speciale ad Alessia Nana Nosari e lei sa molto bene perché, e perdonami se ti abbiamo fatto commuovere: proprio la tua commozione conferma però quanto sei speciale.

Un secondo grazie al nostro cantastorie che ha dato spazio anche alla canzone di Fabio Mazza Gli amici che amo tanto, contro l’abbandono degli animali. Vi invito a cercarla in rete, e a visualizzare su YouTube il videoclip che ne rafforza il senso.

Se poi volete conoscere che cosa c’è dietro questo progetto, cercate l’intervista a Fabio Mazza su Libri e Parole e capirete.

Un grazie a Fabio dunque, per ciò che ieri abbiamo condiviso, per l’emozione che ci ha uniti durante lo spettacolo e che ha coinvolto anche Martina.

Un grazie speciale va alla Graphe.it e al mio editore Roberto Russo: senza il tuo sostegno che da anni mi accompagna, tutto questo non ci sarebbe stato.

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“Gli amici che amo tanto”

L’abbandono degli animali è una piaga senza giustificazioni, crudele, ignobile e vile. Eppure i dati riguardanti questa “pratica” continuano ad essere allarmanti: si stima che ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 80.000 gatti e 50.000 cani, un numero abnorme a dimostrare il livello di civiltà del nostro paese. Sono dati che rivelano insensibilità, cinismo, mancanza di empatia, di quel naturale senso di protezione che si dovrebbe provare davanti ai più deboli, a chi di noi si fida, da chi di noi dipende.

Dai canili per esempio, dai medici veterinari, dagli operatori e volontari dei rifugi, dai privati che con grande amore e generosità si offrono per gli stalli provvisori, giungono le descrizioni degli effetti di questi atteggiamenti inumani: destabilizzazione, traumi psicologici, stress, ansia, depressione, nevrosi, rifiuto del cibo, gravi atti di autolesionismo, forme di terrore, attacchi di panico, smarrimento. Ecco cosa prova un animale abbandonato, e solo il pensiero dovrebbe farci inorridire tutti.

Ognuno di noi può nel suo piccolo fare qualcosa di grande per sensibilizzare chi gli sta intorno, perché il voler migliorare le cose non sia soltanto un’utopia, un miraggio, un sogno irrealizzabile. Io credo nei sogni, e oggi vi invito a sostenere un’iniziativa semplicemente cercando su You Tube il videoclip “Gli amici che amo tanto”. Si tratta di un progetto musicale ideato da Fabio Mazza, il quale è compositore e paroliere della canzone che ascolterete. Il singolo “Gli amici che amo tanto”, cantato da Capo Horn, da oggi è sui principali Store digitali.

Ma, a proposito della piattaforma You Tube, andate a conoscere la storia che la canzone “Gli amici che amo tanto” racconta: grazie alle immagini che l’accompagnano a rafforzarne il senso, vivrete fino in fondo un messaggio intenso diretto a tutti, grandi e piccoli.

Un semplice clic su questo link, una visualizzazione, vi renderanno parte integrante della volontà di dar voce a tutti gli animali maltrattati o gettati via come oggetti inutili. Aiutateci a diffondere l’iniziativa e ricordate che anche solo un abbandono in meno o un’adozione in più saranno una importante vittoria.

“Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali”.
(Immanuel Kant)

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