Susanna Trossero

scrittrice

ArgoDiario: pagina 1

Tornare alla vita di ogni giorno dopo aver condiviso le giornate, le ore, le colazioni, i pranzi e le cene con tante persone salutate sei mesi prima e con gli Argonauti tutti, con i nuovi ospiti o tra volti conosciuti ritrovati nel pubblico, e tra strette di mano di chi non si era mai visto prima…

Ci si sente come a fine anno scolastico o dopo una bellissima vacanza, e sebbene la quotidianità di casa risulti sempre la perfetta comfort zone da recuperare, la nostalgia di voci-risate-parole-trepidazioni si fa sentire.

Forse è questa la accezione del termine Saudade di cui parlava Natale Fioretto a teatro (vi racconterò nelle prossime puntate): una sorta di nostalgia che comprende l’accettazione del passato e la fede nel futuro.

L’ottava edizione della Fiera del Libro di Iglesias (22-23-24-25 aprile), nasce nei mesi precedenti, vivendo sia nell’organizzazione che negli eventi del pre-fiera; in particolare si sente che la prima vera giornata è vicina quando cominciano gli impegni con le scuole, e il mio ha preso forma il 21 aprile all’Istituto Baudi di Vesme, dove dovevo tenere una Masterclass per le quinte superiori; desiderava rispondere alla domanda “Scrivere perché” invitando i ragazzi a esternare attraverso la scrittura “il peso della giovinezza”. Sì, avete capito bene, quello che per noi adulti è visto come un dono, per molti ragazzi rappresenta una fase della vita piuttosto problematica, e se noi adulti non lo comprendiamo, allora ragazzi non lo siamo stati mai!

Il mio appuntamento era fissato per le 11,20 ma alle 9,20 – nella stessa aula – le quarte dell’istituto dovevano incontrare il giornalista Rai Stefano Lamorgese, responsabile del Premio per il giornalismo investigativo Morrione dedicato ai giovani under 30, di cui è Vice Presidente.

Eravamo entrambi in largo anticipo e abbiamo preso un caffè con la dirigente scolastica; la conversazione che ne è scaturita è stata interessante, al punto che quasi non ci siamo resi conto dell’ora!

Ho avuto il piacere di introdurre la Masterclass di Lamorgese presentandolo ai ragazzi, e tante erano le cose che di lui avrei voluto dir loro. Ci siamo conosciuti alla scorsa edizione della Fiera, il suo curriculum parla da solo e sappiamo oramai tutti che le inchieste e il giornalismo d’assalto sono il suo pane quotidiano, scelta ammirevole, socialmente indispensabile.

Sono rimasta tra gli studenti ad ascoltare anche io, la timidezza e le ritrosie di tutti hanno pian piano fatto un passo indietro, è nata l’interazione, la connessione che è vera bandiera della Fiera tutta, mi sono lasciata trasportare dallo stesso trasporto di Stefano giungendo alla conclusione che c’è tanto da fare e questi incontri sono vitali. Per dirla con le sue parole, “Il giornalismo – tutto: non solo quello d’inchiesta – si fonda su presupposti irrinunciabili che si chiamano: curiosità, attenzione al contesto, desiderio di completezza e sete di verità. Ma ha bisogno di un pubblico per non morire”. Riflettiamoci.

Le 11,20 sono arrivate in un attimo, l’aula si è svuotata, stavano arrivando i miei ragazzi a riempirla di nuovi volti. Stefano ha dimenticato il cappello e le sue parole, rimaste a vagare per tutta la stanza e dentro la mia testa.

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Vivete di passione, siate visionari!

E poi si torna a casa, ovunque casa sia per tutti noi che ci simo ritrovati a condividere l’ottava edizione della Fiera del Libro di Iglesias. I ragazzi, gli insegnati, gli ospiti e lo staff, il pubblico, le istituzioni, i comuni partner e tutta quella rete di supporto del territorio iglesiente a ogni più piccola o grande cosa.

Sì è vero, si torna a casa ma – e non dico banalità – si torna diversi.

In uno dei 4 giorni della Fiera di cui vi racconterò nel mio consueto ArgoDiario, Eleonora Carta – Fondatrice dell’Associazione ArgoNautilus nonché della stessa Fiera – ed io, controllavamo che al Teatro Electra fosse tutto pronto per un evento, e ad un certo punto ci siamo sorrise compiaciute per l’organizzazione che per fortuna procedeva al meglio. In quel momento, io le ho detto che stavo incontrando tanta passione, e che da tanta passione c’è sempre molto da imparare. Eleonora mi ha abbracciata, ma io non lo dicevo per rassicurarla sul suo operato, bensì perché ne ero convinta e in quel momento non ho saputo spiegare ciò che intendevo dire. Desidero farlo adesso, per lei e per tutti voi che mi seguite.

La passione è un potente motore che spinge in una determinata direzione alimentando la volontà di proseguire anche quando qualcosa va storto, o quando si ha paura di commettere errori, o ancor di più quando gli errori ci si parano davanti, giudicanti e indifferenti ai nostri sforzi. Ma per usare le parole di Oriana Fallaci, “Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione”.

Ecco, io alla Fiera del Libro di passione ne ho incontrata davvero tanta, ne ho assorbita, ne sono stata contagiata, e ciò che più mi ha sorpresa è l’essere tornata a casa con nuovi progetti in mente, l’aver tratto ispirazione da eventi, incontri, frasi, scambi, libri, persone. Se scrivete, leggete, o amate chi scrive e legge, credetemi questi sono i luoghi che dovete frequentare perché possiate stimolare creatività e immaginazione. Perché possiate fare manutenzione del vostro “sapere”, rinverdire e alimentare la passione che rende visionari ma che realizza anche le più grandi imprese.

Io l’ho fatto anche quest’anno e qualcosa di nuovo ha in me preso forma… Sul rassicurante divano di casa, mentre vi scrivo, penso a quanti altri luoghi possano diventare “casa” e mi sento più ricca. Sono pronta a raccontarvene le mille ragioni sul mio ArgoDiario, che comincerà subito dopo questo post. Ma nel frattempo, anche a nome di tutto lo staff dell’Associazione ArgoNautilus, desidero ricordarvi che:

“Gli appassionati sollevano il mondo, e gli scettici lo lasciano ricadere”. (Albert Guinon)

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Ci vediamo in classe

La consueta trepidazione mi invade quando si avvicina il momento di parlare con i ragazzi delle scuole. Forse perché non ho dimenticato quel tempo, e ancora oggi ricordo che le parole ricevute dal mondo “adulto” erano importanti per tutti noi, se riuscivano a penetrare le nostre corazze giovanili.

Ecco, questo è ciò che quest’anno vorrei tentare di fare a Iglesias, con la mia MasterClass del 21 aprile al Liceo Linguistico e delle Scienze Umane Baudi di Vesme: penetrare corazze, per mostrare e dimostrare quanto la sensibilità sia un dono da proteggere e non un lato scomodo da nascondere. Inviterò i ragazzi ad esternare attraverso la scrittura il peso della giovinezza: scrivere per sentirsi liberi, per portare all’esterno un dialogo interiore, per imparare a comunicare e rompere la catena del giudizio.

Noi adulti, sottovalutiamo fin troppo spesso i problemi dei ragazzi, e quello che ho definito “peso della giovinezza” potrebbe far storcere il naso in chi vede nel tempo giovanile solo un momento fortunato. Ebbene, non è sempre così, e sarà emozionante per me raccontare ai ragazzi di quella magica arte che è la scrittura, un’arte capace di regalare nuovi occhi e di rendere più leggeri privati fardelli.

La Fiera del libro 2023, per me comincerà con voi e non vedo l’ora di conoscervi.

Ci vediamo il 21 aprile!

Susanna

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Sognare con Fernando Pessoa

Ho conosciuto Fernando Pessoa parecchi anni fa grazie a Lino Fioretto, direttore di quella mia seconda famiglia che oramai è la Graphe.it Edizioni.

Non ricordo perché ne parlammo, né in quale occasione. Ricordo però che alcuni brani riguardanti lo scrittore mi colpirono subito e quando in un mercatino di libri incontrai il suo “Il libro dell’inquietudine”, lo acquistai senza pensarci due volte.

Ne rimasi folgorata.

Non vi si trova una storia, un romanzo, dei racconti, bensì centinaia di riflessioni scollegate tra loro su qualunque argomento tocchi la vita di ognuno di noi. Ad oggi, dopo anni, è ancora sul mio comodino e lo chiamo “il mio libro di consultazione”: lo apro a caso, leggo e mi ritrovo in qualcosa. A seconda di ciò che mi appare, Pessoa mi è amico e consigliere. Ma può diventare anche un amico crudele, uno specchio, un sadico. E, ancora, la mia coscienza.

Se ho voglia di scrivere ma il foglio resta immacolato, una sua frase risveglia la creatività. Se mi manca un pensiero profondo per finire la giornata, lui me lo regala. Se necessito di struggimenti o di illuminazione, di resurrezione interiore o di un momento di masochistica letteratura, lui c’è.

Sì, mi rendo conto: parlo di un libro come di un compagno di vita. Davvero è così assurdo?

Alla Fiera del Libro di Iglesias, oramai alle porte, Lino Fioretto porterà il suo Pessoa. Il mio. Il nostro Pessoa. Terrà una lectio magistralis improntata sul pensiero del grande autore, dal titolo “E lo splendor delle Mappe. Guida astratta all’immaginazione concreta”, ed io ne farò parte per delle piccole cose che accompagneranno la lectio. Saremo al teatro Electra lunedì 24 aprile alle 10, su Piazza Pichi a Iglesias, l’evento è naturalmente gratuito, come tutti quelli della fiera, il cui tema quest’anno è proprio “Mappe”.

Spero vi unirete a noi, per lasciarvi trasportare da chi amate se conoscete Pessoa, o farvi sorprendere e inchiodare se non lo conoscete. Lo spero di cuore, e vi aspetto, sarà un’occasione per rivederci tutti, amici isolani, e per sognare insieme.

“Sono stanco di aver sognato, ma non sono stanco di sognare” (F. Pessoa)

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Ci vediamo in Piazzetta

Ed eccoci pronti, per la nuova edizione della Fiera del libro di Iglesias, il cui tema è “Le Mappe”. Messo a punto il programma, svelati i nomi e gli eventi ma non tutte le sorprese – per quelle dovete venire in Fiera – tutti noi protagonisti e organizzatori ci si prepara ad accogliere gli ospiti e il pubblico, a dar vita a eventi, masterclass, lectio magistralis, colazioni d’autore, presentazioni di libri e tanto altro, coinvolgendo anche le scuole così come ogni anno di questi 8 trascorsi.

L’atmosfera che si crea in piazza Pichi, così viva, vibrante di passioni e familiare, diventa un po’ quella di una seconda casa, in cui quasi fossimo tutti ragazzi ci si dice “Ci vediamo in piazzetta”, e si incontrano autori, giornalisti, librai, associazioni, editori, professori, enti, studenti. In realtà, studenti in quei giorni, lo diventiamo proprio tutti: mentre siamo lì a insegnare ciò che abbiamo dentro, impariamo da ciò che tutti gli altri ci mostrano, in una condivisione che è l’anima della Fiera e che rende più ricchi. Nel gioco di squadra dell’aprirsi all’altro, dall’altro attingiamo e torniamo a casa con nuovi spunti di riflessione e progetti nati là, sulla piazzetta iglesiente.

Queste iniziative vanno sempre sostenute, per il gran bene che ci fanno, e l’unico modo per farlo è esserne parte, numerosi. Ogni evento è gratuito, aperto al pubblico, coinvolgente e ospitale. Sì, ecco, Ospitale è forse la parola giusta. La Fiera del libro di Iglesias, figlia dell’associazione ArgoNautilus, è con calore e ospitalità che accoglie il pubblico e lo rende partecipe, perché la sua vita dipende proprio da tutti voi che verrete ad unirvi a noi.

Amici sardi, voi ed io non ci vediamo spesso ma questa è un occasione per abbracciarci di nuovo, all’interno di Mappe disegnate proprio per creare nuovi ponti, sentieri e scorciatoie che facilitano incontri.

Vi aspetto io, vi aspettiamo noi Argonauti, e vi aspettano gli ospiti che tanto hanno da raccontarvi.

Susanna

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