Che cos’è mai, un segreto, se non l’essenza di ciò che siamo realmente?
Un segreto è un fatto celato ad altri ma rappresenta molto di più: è la verità sulla nostra natura, sulla nostra indole, sui desideri più oscuri o sulle vulnerabilità che ci rappresentano. È lo specchio su cui si riflette la nostra anima “nera”, quella che spesso preferiremmo nessuno conoscesse, e affidarlo alle pagine di un diario può rivelarsi la cura per alleggerire il cuore da pesi altrimenti insostenibili o per darci il coraggio di affrontare ciò che di noi non accettiamo. Quanti segreti si celano, tra le pagine del diario di Adele? Affiancando narrativa e psicologia vi saranno rivelati, tra le righe impregnate di comportamenti, azioni e reazioni che accomunano ogni essere umano, perché “Adele” non è altro che la storia di una donna, di una coppia, di un lungo percorso di vita e di conoscenza della vita, di bisogno impellente di una risposta alla domanda inespressa ma presente ad ogni pagina:
“mutilante è vivere in coppia o in piena e consapevole solitudine?”
Oramai manca davvero poco perché Adele non sia più degli autori, e mi mancherà non aggiungere nuovi capitoli. Ma so già che la vostra partecipazione alle presentazioni e le vostre mail, mi ricompenseranno del distacco e mi faranno venir voglia di scrivere e ancora scrivere e scrivere, per dar vita a nuovi personaggi e nuove situazioni che spero continuerete ad apprezzare.
Grazie per tutta la posta che in questi giorni mi avete mandato, è davvero tanta: regala energia e ottimismo sapere che mi affiancherete in questa nuova avventura! Vi aspetto
Susanna
Cominciasti a soffrire. Ti immaginavo correre da lei per quella via che la ragione disconosce, annullarti in un corpo attraverso cui rinascere e poi, dopo il piacere, tornare qui in fase calante a ricordare noi, quel noi che già sapevi di distruggere. In realtà fui io a farlo, in qualche modo, e mi dà un sollievo malato ricordarlo, quasi che io con il mio potere decisionale fossi l’artefice di tutto e non la vittima. È così che la dignità prova disperatamente ad uscirne illesa? O dovrei chiamarlo orgoglio?
Com’è strano scrivere un romanzo… Una indescrivibile confusione ti invade, poiché si tratta di vivere in sintonia con altre vite che nascono e crescono dentro la testa e finiscono per fondersi con quella reale. Personaggi di fantasia si muovono come fantasmi nel quotidiano, si insinuano ovunque e di quell’ovunque fanno parte per mesi e mesi. Adele è stata con me per tanto di quel tempo che alla parola “fine” mi ha lasciato un vago senso di mancanza, lo stesso che provoca la partenza di un amico, ci credereste?