
Quante volte diamo per scontati i nostri affetti, la loro presenza, la loro “immortalità”… Ci sono persone che fanno parte di noi da sempre, del nostro vissuto, persone che ci hanno accompagnato per una vita intera e che – non senza presunzione – pensiamo continueranno a farlo sempre, o per sempre. Poi, accade qualcosa di inaspettato che ci fa temere non sia così e che ce le rende fragili, meno eterne, che ci scuote dal torpore dei rapporti consolidati e come schiaffo sul viso ci riporta verso una più realistica visione delle cose: nessuno è eterno.
Le parole non ancora pronunciate che siano pronunciate adesso, che gli abbracci dimenticati siano riesumati dall’anima e spediti al destinatario senza più attendere, che i sorrisi e i gesti gentili non siano rimandati oltre. Perché a non farlo potrebbe esserci un prezzo da pagare in quanto a rimpianti, e la vita ne è già fin troppo piena. Presuntuosi proprietari di un ricco castello stracolmo di idee e di progetti, in un batter d’occhio potremmo trovarci solitari abitanti di un rudere in balia del nulla, a versar lacrime sul mare di cose che avremmo potuto fare e mai abbiamo fatto… E allora, che l’Amore per chi ci ama non sia lasciato incustodito in nome di un presente che ci assorbe o del tempo che non basta mai, o sorgerà uno strano giorno che ci spingerà a maledire tutto quello che invece abbiamo perso dietro sciocchezze.
In queste giornate faticose, di cattive notizie e nell’attesa di tempi migliori, ho anche compreso una volta di più che c’è sempre del buono in ognuno di noi, anche nel peggiore, e che emerge quando meno te lo aspetti. E così accade che “un cattivo”, un individuo mal visto da tutti coloro che stanno dalla parte dei buoni, salvi la vita a qualcuno dimostrando altruismo, prontezza, coraggio, e poi se ne torni a casa con umiltà, senza neppure attendere ringraziamenti. Nell’ombra, per fortuna, vi sono ancora anime capaci di questo sebbene abbiano scelto una vita un po’ fuori dalle righe, ed io è a questo che voglio pensare anche se la cronaca altro mi racconta.
A volte, vedere il bicchiere mezzo pieno è terapeutico e necessario per non soccombere. E, per fortuna, grazie a piccoli miracoli quotidiani diviene addirittura semplice.
Quante promesse, quanti patti di sangue, quanti “per sempre” ci regaliamo o regaliamo ad altri, con l’ingenuità o la presunzione di chi crede di poter gestire l’ingestibile… Eppure non vi è un tempo o un luogo in cui questo non avvenga o non sia avvenuto, accomunando ogni essere umano sulla faccia della terra… La promessa è tanto facile da fare quanto difficile da mantenere, una grande verità momentanea dettata da attraenti e favorevoli circostanze, un raggiro dell’anima o del cuore che non è pegno nè impegno, ma semplice speranza: speranza che ciò che proviamo sia eterno, speranza che l’altro ci creda…
In un vecchio numero della rivista Alter Ego che ieri ho ritrovato tra le mie cose, mi sono imbattuta su un articolo che ho riletto con piacere e che, attraverso l’ottica di antichi miti, tocca il tema dell’Amore.