Susanna Trossero

scrittrice

La delicata arte dello stare al mondo

on 2 Dicembre 2025

Mi capita spesso di tirare i remi in barca. Di lasciare queste pagine assenti di me per un poco, e scegliere di spingere il mio pensiero verso introspezioni private.

In questi giorni ho riflettuto molto su alcune cose importanti, dall’amicizia alle dinamiche lavorative, ho messo ordine con franchezza in alcune situazioni e ho compreso la distanza tra ciò che a volte ci si aspetta rispetto a ciò che si può ricevere. Il dialogo, in questa distanza, è fondamentale, così come lo è l’apertura, ma ancor più è importante far sì che ciò di cui ci circondiamo rappresenti un valore aggiunto.

Sono i rapporti con gli altri, ad insegnarci molto di noi. Io vi ho trovato un potere arricchente sempre, anche quando le cose non sono andate bene. Aprirsi al mondo, condividere, rapportarsi, sottrarsi quando necessario o fare un passo avanti quando è bene.

Quest’arte, l’abbiamo imparata da ragazzi, noi della mia generazione. Quando non c’erano social ma cortili e piazze in cui ridere, discutere, o abbracciarci o confessare. Vivevamo in gruppo e nel gruppo crescevamo. Non avevamo 2000 followers assenti ma amici presenti.

Apparentemente giudicante, in realtà sto dicendo che le dinamiche relazionali le abbiamo vissute fin da subito, ci siamo cresciuti, ci hanno sfamato o affamato.

Non ricordo un solo giorno da cuore in inverno in cui fossi sola. E allo stesso modo ho sempre amato la solitudine. Equilibri imparati nel corso della vita, che al mio vivere hanno fornito capacità di individuare tutto ciò che in me esercita potere disturbante ma anche ciò che mi infonde la bellezza del vivere stesso.

Riflessioni da flusso di coscienza in un giorno freddo e piovoso, con la mente che all’improvviso si sta aprendo a nuovi progetti e desideri, a nuove letture e voglia di scrivere. Non ho il cuore in inverno adesso e mi sento fortunata per l’amore che sento attorno a me, per il calore che ricevo, per le nuove conoscenze che la scrittura mi sta regalando, per la carica che mi viene elargita dai libri che leggo. Lo so, a molti sembra assurdo, ma da tutta la vita leggere mi fornisce strumenti che aprono al desiderio di nuovo, alla rinnovata volontà di abbracciare le giornate con spirito diverso.

Costruire. Lasciare che sotto la gelida coltre di neve che a volte la mente crea, il cuore abbia la meglio cibandosi d’altro.

Domani sarò tra i ragazzi di un istituto superiore: quale miglior cura quando si sente freddo?


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