Susanna Trossero

scrittrice

ArgoDiario: pagina 4

30 settembre, secondo giorno di Fiera, mi sveglio che è ancora buio ma sul gruppo WahtsApp di tutti noi dello staff c’è già fermento. Ho dormito pochissimo, così come sempre mi accade quando faccio qualcosa che mi entusiasma: non sento fame né sonno, andrei avanti a oltranza!

Ho faticato a prendere sonno ieri, per via di riflessioni su quei fili rossi che si intrecciano al Teatro Electra di Iglesias. La scuola, nel suo allestimento, ha aggiunto il tocco di Maria Lai, artista sarda scomparsa nel 2013, che mediante un nastro lungo 25 km unì l’intero suo paese ogliastrino in una comunione che rispettava conflitti e divergenze. Cercate il progetto “Legarsi alla montagna”, ispirato a una antica leggenda, e approfondite la grandezza di questa innovativa donna, capace di trasformare la visione della tessitura tradizionale sarda in arte contemporanea. Ecco, il Teatro sarà in questi giorni attraversato da un filo rosso che intrecciandosi ovunque unirà ogni sua zona, dal palco ai posti a sedere, in una manifestazione di unione suggestiva ispirata proprio al suo concetto della vita, che per lei è come un insieme di relazioni “da tessere”, un filo da seguire, che unisce le persone tra di loro in maniera misteriosa.

Niente, in questa Fiera, è lasciato al caso. Tutto ha un significato e ne sono quasi frastornata: la profondità invade, confonde, avviluppa. Per dormire ci sarà tempo, voglio che nulla mi sfugga.

La colazione d’autore questa mattina è con Matteo Giusti, giornalista professionista, conduttore radiofonico e televisivo, appassionato di geopolitica e considerato L’Africanista. I problemi del continente africano, da sempre conteso o ambito o spartito in tanti pezzi, gli stanno a cuore, li studia, li sposa, ne ricostruisce la storia: emerge dalle sue parole, dal libro che oggi presenta – La loro Africa, Castelvecchi Editore – nonché dalla descrizione della personalità degli africani, accoglienti e positivi nonostante tutto, e desiderosi di stare in patria, checché se ne dica. Intervento molto interessante.

Oggi ho finalmente incontrato NataLino Fioretto, parte integrante della Graphe.it, la “mia” casa editrice, ed è stato bello imbattersi in lui là per le vie del centro storico di Iglesias, incantato dalla magia della Fiera come tutti noi.

Succedono tante cose, in questa giornata, tanti sono gli incontri ma essendo una fiera itinerante mi perdo tutto ciò che accade a Gonnesa ma anche qualcosa ad Iglesias perché sono impegnata a tenere un breve discorso d’apertura della mostra fotografica organizzata da Science is cool – associazione che promuove la cultura scientifica rendendola comprensibile anche per i giovanissimi, partner della Fiera del Libro- e l’Università della Terza età con la quale si è creato un bellissimo rapporto di collaborazione. Il fotografo è il pluripremiato Enrico Sacchetti ed è della sua abilità a mostrare la bellezza in ogni dove, che si parla, da lui immortalata anche là dove non si pensa possa essere. Cercate in rete i suoi incredibili scatti.

Il sole sta per tramontare, quando arriva Alosha il DanzaStorie. E c’è anche Aldo Dalla Vecchia. Ma queste, sono altre Meraviglie che necessitano una nuova puntata!

La parola di oggi è “Legami”. Quei fili sottili e apparentemente fragili che ci uniscono agli altri, fili che a volte si spezzano ma che per uno di quei magici doni del destino si riallacciano. I legami che mai dovrebbero essere sottovalutati, che uniscono affetti, amici, intere comunità, gruppi di sconosciuti che si trovano a vivere la medesima circostanza. Mezzo di unione e non chiusura. Arricchimento.

No Comments »

Diario di viaggio tra le parole: pagina 3

Il primo pranzo in Fiera, mi sono guardata attorno, ho cominciato a notare il fermento che c’è dietro una organizzazione come questa e l’ho fatto con ammirazione, sentendomi parte di qualcosa di bello, di grande, che di certo crescerà ancora e ancora, perché già da anni sta assumendo una portata interessante e inquantificabile. ArgoNautilus diventa parte di te, se ti immergi nella sua avventura.

Ogni cosa, fin dal primo giorno, risveglia il pensiero. Basta una frase, il soffermarsi in qualcosa, osservare o ascoltare. Alla Masterclass “Tra le righe di un film” di Ciro Auriemma e Nadia Paddeu, ho riflettuto su alcune cose… “Non sempre la riluttanza viene dall’eroe, può venire dal mondo che lo circonda e che gli impedisce di vivere l’avventura”, si è detto. Da quante colpe ci assolve, questa considerazione? Quante di quelle che consideravamo “non scelte” possiamo finalmente perdonarci?

E ancora: “Non scrivi per vendere, scrivi spinto da un’urgenza, quasi volessi tamponare una ferita della quale vuoi raccontare”… Mi piace. Scrivere per noi stessi, per buttar giù zavorre o per osservarci, per vivere ciò che nella realtà non vivremmo mai o per prendere le distanze da ciò che abbiamo vissuto trasformando il tutto in storia. Respirando.

Più tardi, ho conosciuto volto e voce di un grande illustratore e fumettista, Daniele Serra, le cui pennellate parlano da sole. Ha presentato il suo Murder Ballads (Mondadori Oscar), cinque storie nerissime che raccontano sotto forma di graphic novel vicende di cronaca che dall’Inghilterra Medioevale arrivano fino all’Italia del ‘900. Ha lavorato per Stephen King, mio eroe, Clive Barker, J. Landsale, è fumettista e illustratore per Bonelli… Personalmente non dimenticherò mai la lettera che tanti anni fa proprio Sergio Bonelli (che ci ha lasciati nel 2011) mi scrisse: una lettera vera, con il francobollo, nella quale mi esortava a scrivere, scrivere sempre. La conservo come si conserva un bene prezioso, raro, unico e meraviglioso. Un dono che mi ha portato tanta fortuna.

Daniele Serra era accompagnato da Chine Vaganti, fucina di grandi talenti, associazione sarda fondata nel 1999 che sta lasciando un segno importante. E dopo questo incontro ecco l’atteso Dario Fabbri, geopolitico e giornalista che siamo abituati a vedere in tv. Lui dice che la geopolitica non dovrebbe concentrarsi su come noi vorremmo fosse il mondo, sulle ideologie, sui leader, ma su ciò che il mondo è. Ha parlato a lungo, sul palco del teatro, ma nessuno si è accorto del tempo che passava. Ha dato connotati comprensibili a tutti, a questa disciplina: realtà dei fatti, miserie del mondo. Non dobbiamo averne paura ma affrontarle.

Una volta raggiunta la mia camera, stanca ma felice per i tanti incontri, ho capito che la parola legata a ciò che vi ho appena raccontato è “eroe”. L’eroe non deve compiere necessariamente grandi imprese… In realtà è colui che ha il coraggio di sbagliare, di credere in se stesso, di abbracciare il senso di giustizia. Lo dico con le parole di Fabrizio Caramagna: L’eroismo è una condizione di spiritualità dove il sentimento di conservazione della propria vita non è più dominante. Dominano il senso di giustizia, il sacrificio, il bene.

E con questa riflessione, si conclude la prima giornata della Fiera del Libro.

A domani, con il mio Argodiario,

Susanna

No Comments »

Diario di viaggio tra le parole: pagina 2

Dopo la colazione d’autore, ecco l’inaugurazione della mostra “Noi, storie e geografie di un pensiero”, a cura del Liceo Scientifico e Artistico Asproni Branca. Lavori interessanti esposti al teatro Electra di Iglesias, presentati dagli stessi ragazzi, che raccontano molto di ciò che li affascina. Cattura la mia attenzione la creazione di uno Stato, per l’esattezza un Impero, compiuta da un diciottenne il quale racconta della sua volontà di non dimenticare o perdere le sue fantasie di bambino, perché l’inventare storie è parte integrante dell’età infantile, dice, ma è importante non lasciarle andar via crescendo.

Lo guardo, abbigliamento più classico rispetto ai coetanei, un’aria riservata dietro gli occhiali da vista, l’altezza lo fa spiccare rispetto agli altri. Mi domando quante meraviglie vi siano in quella giovane mente mentre osservo i dettagli della sua creazione: la mappa che colloca quel territorio immaginario, lo statuto, documenti con sigilli, la moneta, una lingua che è mescolanza di tante altre, oggetti e monili, articoli di giornale, vecchi ritratti ingialliti… Tutto realistico, credibile, veritiero. Ne sono incantata. E sono incantata dal lavoro dettagliato su Gramsci, dal video della ragazza spigliatissima…

Ho scoperto fin da questo primo giorno di Fiera un risveglio giovanile stupendo: fantasia, attrazione verso la cultura e i libri, vivacità intellettuale, capacità di rapportarsi con autori e giornalisti, curiosità, intraprendenza, un’educazione degna di nota. Ho visto una scuola aperta, capace di interagire con loro, di sostenerli e stare al passo con i cambiamenti, rispettare i loro tempi e il loro modo d’essere. Ne sono rimasta davvero incantata, credetemi. E vi racconterò altre cose in proposito, lo prometto.

Alle 10 si è proseguito, sempre a Teatro, con la presentazione del libro “Il mistero dei bambini d’ombra”, Rizzoli, di Piergiorgio Pulixi, un autore appassionato di noir, thriller e polizieschi. Piergiorgio si è avvalso proprio di giovanissimi, i quali da ottimi relatori/intervistatori su quel palco hanno fatto le domande giuste e diretto l’autore in modo eccellente, dopo aver analizzato in classe il romanzo. Lui si è lasciato guidare dimostrando loro garbo e affetto, e regalando agli spettatori l’essenza del libro, primo romanzo per ragazzi da lui pubblicato, un’avventura tra realtà e magia che di certo coinvolgerà anche i lettori adulti.

La parola analizzata per questo secondo post è “preconcetto”. Quella che usiamo spesso verso i giovani, e in modo limitante. Attribuiamo loro limiti che in questa giornata ho cominciato a demolire con grande convinzione. Grazie, giovanissimi iglesienti, siete stati un ottimo esempio per molti di noi.

Susanna

No Comments »

Diario di viaggio tra le parole: pagina 1

Ed eccomi qui, rientrata nella capitale dopo la bellissima esperienza vissuta alla VII edizione della Fiera del Libro di Iglesias, il cui tema era “La Meraviglia”. L’associazione ArgoNautilus della quale oramai faccio parte anche io – ammetto di scriverlo con un certo orgoglio – ne ha combinate davvero di tutti i colori superando se stessa, per questa ragione ho deciso di scrivere una sorta di diario di bordo, nel desiderio di condividere le mie emozioni con voi che ci siete stati, con voi che avreste voluto esserci e con tutti coloro che saranno dei nostri alla prossima edizione, magari grazie ai miei racconti di viaggio!

Oggi vi parlo dell’impatto da me avuto appena arrivata a destinazione, giovedì 29 settembre, sotto gli ombrelli colorati di Iglesias e le nuvole minacciose rivelatesi poi innocue. Come già sapete, amo la parola scritta, mi abbevero di tante forme e generi, mi incanto ad ascoltare le esperienze altrui in questo campo, e l’odore dei libri, il sapore delle storie, il suono con il quale invadono la mente… Grazie ad esse ci sono gli abbracci, i saluti, lo staff che si presenta, l’accoglienza calorosa e poi il primo evento a inaugurare la “colazione d’autore”, suggestione inventata dai fondatori dell’associazione, Eleonora e Maurizio, gli Argonauti che mi hanno condotta sulla loro nave metaforica per questo incredibile viaggio.

La “colazione d’autore” prevede che ogni mattina alle 9, ci si sieda al bar insieme a un autore a divagare di libri e scrittura, davanti a un caffè e qualche delizioso dolce. Un modo informale di stare tutti insieme, lettori e scrittori, il cibo come condivisione, esperienza comune, collante.

La scrittrice, quel primo giorno, è Antonella Grandicelli, con il suo “Sylvia Plath – le api sono tutte donne”, Morellini Editore. Mi avvolge subito la delicatezza e sensibilità con la quale decide di dar voce alla poetessa, interrompendo quella catena di morbosità attorno al suicidio, a favore della sua grandezza, delle scelte di donna, della bellezza dei versi, delle metafore, del vero senso del sottotitolo. Mi resta addosso una frase della protagonista, “la speranza è pericolosa, per una donna come me”, e dopo la colazione io e lei ci ritroviamo a chiacchierare sotto gli ombrelli colorati della piazza, mentre si preparano altri eventi, incontri, momenti che diventeranno storia da raccontare.

La parola di oggi è “speranza”, affiancata a “pericolo”. Uno strano accostamento che mi rimane addosso, mi inquieta, mi fa domandare quando realmente la speranza ci sia necessaria o quanto invece ci remi contro. Ovvero: la speranza ci intrappola o ci libera?

Mi piacerebbe domandarlo alla cara Antonella Grandicelli, scoperta di questa prima colazione d’autore.

A più tardi,

Susanna

No Comments »

Incontrare qualcuno che cambierà il mondo

Ero ancora una bambina quando mio padre mi parlò per la prima volta delle lacrime delle piante: “Quando tagli un ramo, cola giù la resina, vedi? Ecco, queste sono lacrime, l’albero piange perché gli abbiamo fatto del male senza alcuna ragione”, mi disse in una delle nostre tante passeggiate per i boschi in cerca di funghi. Lui mi ha fatto crescere nell’amore per gli animali e per la natura, e ricordo ancora la sua ultima richiesta, in un letto d’ospedale: “apri la finestra, fammi sentire l’odore della pioggia, se potessi uscire andrei a camminare in campagna…”. Il giorno dopo non c’era più.

Crescendo, fin dalle superiori ho sempre sentito la mia amica del cuore parlare degli alberi, della loro bellezza, e mai nessun altro ho sentito farlo con tale enfasi e passione.

Per molto tempo non ho compreso fino in fondo l’importanza delle piante per il nostro vivere, sebbene affascinata dall’argomento, poi ho cominciato a sentire che per esempio ciò che andava dicendo negli anni ’60 mio padre era oggetto di studi, ovvero – detto in maniera meno poetica rispetto all’immagine suggestiva della resina – sono sensibili, comunicano, sebbene non si possa parlare di “cervello” così come noi lo intendiamo.

Come approfondire l’argomento? Non con scetticismo o superficialità, ma aprendoci nell’ascolto di chi con assoluto rigore scientifico studia tutti i fenomeni legati alle piante: Stefano Mancuso, botanico, accademico, saggista; insegna arboricoltura generale e etologia vegetale all’università di Firenze, è membro dell’ Accademia dei Georgofili, membro fondatore della Société internationale pour le signalement et le comportement des plantes nonché direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale.

In fondo, se ci pensiamo bene, le piante si sono adattate a quasi tutti gli ambienti terrestri e marini, ai cambiamenti e alle avversità, sono in grado di difendersi dagli erbivori e dagli insetti predatori. Non hanno un organo paragonabile a un cervello, ma sembrano avere l’equivalente di un “cervello diffuso”, ci ricorda l’accademico Mancuso.

Il quotidiano La Repubblica l’ha inserito tra i venti italiani che potranno migliorare la nostra vita, mentre secondo il New Yorker, questo scienziato cambierà il mondo. Non vorreste ascoltarlo, fargli delle domande, approfondire l’attraente e ancora per molti misterioso tema?

Ebbene, chi nei prossimi giorni sarà nella mia Sardegna, potrà farlo senza pagare alcun biglietto d’ingresso: vi aspetto sabato 1° ottobre, alle 19 a Villamassargia, al Parco “S’Ortu Mannu”, per la lectio magistralis da lui tenuta, che ha titolo “La pianta del mondo” e che fa parte del ricco programma della VII edizione della Fiera del libro di Iglesias.

Non mancate, vi prometto che non ve ne pentirete.

No Comments »