Susanna Trossero

scrittrice

Chissà se davvero è possibile…

on 7 Ottobre 2026

Maria Zambrano.

Ho sentito nominare di recente questa grande filosofa spagnola – siamo così abituati ai filosofi di sesso maschile! – a proposito del suo concetto di meraviglia.

Divoratrice di libri fin da giovanissima, appassionata di filosofia e di viaggi, ha un pensiero in cui mi trovo a mio agio: l’analisi, la logica e la ragione, devono integrarsi, amalgamarsi con il poetico o non affronteranno mai la vita nella sua completezza e complessità poiché siamo fatti non solo di risposte e soluzioni ma anche di zone d’ombra, siamo nelle mancate soluzioni e nel cercare sì ma non necessariamente nel trovare, e siamo nella carne, nelle passioni, nei lati oscuri. Tutti questi aspetti sono quasi esclusi dalla filosofia – non da Zambrano però – e sono ben rappresentati invece dalla poesia.

Dominare e conoscere, non sempre rappresentano l’esistenza, e comunque non solo.

«La poesia è sempre stata aperta alle cose, gettata fra di esse, gettata fino alla perdizione, fino all’oblio di sé, del poeta».

Ed eccola la meraviglia, quel momento estatico che non vuole nulla se non essere accolta, ascoltata in un abbandono capace di assorbirla. Si può cogliere il mistero dell’esistenza umana senza per questo rinunciare al pensiero, anzi: il pensiero si fa completo, ricco e impregnato di un nuovo e più aperto sentire.

In fondo è ciò che dico sempre ai miei allievi: per migliorare la qualità del pensare è bene osservare con nuovi occhi, cogliere sfumature, guardarsi attorno, reimparare a meravigliarsi.

“Il poeta è perso nella luce, errante nella bellezza, povero per eccesso, folle per troppa ragione, peccatore in stato di grazia.” dice la filosofa, e io aggiungo che così deve essere anche per lo scrittore. E allora che sia la meraviglia la scintilla che accende il pensiero, l’immaginazione, la creatività, perché come diceva Oscar Wilde è la meraviglia a rendere la vita degna d’essere vissuta. O Platone, che sosteneva “La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore”. La filastrocca della Meraviglia, di Tognolini, dice anche “gli occhi si spalmano sopra le cose, e poi le trovano meravigliose”.

Tante citazioni, tanti aforismi ho incontrato. Ma mi areno davanti alla frase di Khalil Gibran:

E se poteste mantenere la meraviglia del vostro cuore dinanzi ai miracoli quotidiani della vostra vita, il vostro dolore non sembrerà meno meraviglioso della vostra gioia.

Chissà se davvero è possibile…



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