
I corsi on line sono terminati: l’estate chiama, e chiama il riposo o il bisogno di raggiungere altri luoghi che non siano casa. Ma sia a chi ritiene che il luogo adatto al relax resti sempre e solo casa sia a chi andrà lontano, vorrei ricordare che c’è sempre un momento per scrivere, per esprimere, per raccontare. Il nuovo o il vecchio, che importa? A volte si tratta solo di un pensiero da esternare per dar voce e parole, a sensazioni, percezioni, idee.
Nate sotto l’ombrellone, in montagna o sul divano di casa che: le parole costituiscono sempre una valvola di sfogo, un piacere, una scoperta anche per chi le mette nero su bianco, una emozione che levita. E, ovviamente, un costante allenamento.
Guardatevi attorno: la vita che vi circonda pullula di storie in attesa di essere scritte, di volti stimolanti, di dialoghi che possono diventare perle, e di persone che sono veri protagonisti per le vostre pagine.
Cosa notate di una persona appena la conoscete?
Parlo proprio del primo impatto, sia che si tratti della cassiera del supermercato appena assunta che di chi vi attrae fin dal primo momento.
Dialogando per la prima volta con uno sconosciuto/a, d’istinto concentrerete il vostro interesse non soltanto sul contenuto delle sue parole ma anche sul suo modo di parlare, sul particolare stile della conversazione, sulla gestualità, sulla mimica facciale, sull’uso dello sguardo.
Lo sapete, vero, che da un flusso di frasi banali e scontate desideriamo tutti allontananarci annoiati, ma se il primo impatto è piacevole e nella conversazione si palesano alcune espressioni azzeccate, allora tutto cambia? Sì perché in questo caso siamo più che disposti ad ascoltare con piacere qualsiasi storia, qualsiasi conversazione, anche la più banale e scontata.
Elementi che abbiano importanza, che ci colpiscano o divertano, che contengano dunque forza sufficiente: questo vi spinge a trattenervi un momento di più con chi avete appena conosciuto, e questo spingerà il lettore a fare lo stesso con le vostre situazioni o i vostri personaggi.
Perché i personaggi di una storia devono risultare reali, rappresentarci o non saranno credibili, e siamo tutti un insieme di sfaccettature che emergono a seconda delle situazioni.
Noi non siamo il bianco e nero: tutta una gamma di colori e sfumature fanno parte dell’animo umano e quelle meno visibili sono le più vere.
E, le più vere, sono le più interessanti perché diciamocelo chiaro: quando leggiamo un romanzo non è il buono, il perfettino, il sempre giusto a colpirci. Vi è piaciuto il romanzo Bel Ami di Maupassant? Ebbene, lui è il classico antieroe: non un uomo dalla morale ineccepibile, non altruista o generoso… certo non è crudele ma invidioso sì, opportunista, arrampicatore sociale, spavaldo e manipolatore di persone e situazioni, ma anche un mediocre perché non ha gli strumenti per emergere grazie a doti e qualità vere, pulite. Quindi è un debole, a suo modo, ha dei limiti. E ci piace, riesce ad accattivarsi le simpatie del lettore, ammettiamolo.
Idealismo, coraggio, moralità, non sempre sono ciò che rende un libro avvincente.
E allora, in questa calda estate, guardatevi attorno e nutritevi delle debolezze, di ciò che non si dovrebbe fare o dire, di ciò che non fareste o di ciò che invece fareste ma non avete il coraggio o l’incoscienza giusti.
E poi create.
Vi aspetto.
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